Quanta vita ci portiamo dentro, quella che potremmo liberare se solo ci riconoscessimo unə nell’altrə. Stasera alle 21, Roma, Teatro Aniene, Via delle Vigne nuove 458. Noi siamo il #popolopalestinese.
Ogni volta che provo questo monologo mi investe la meraviglia di scoprire qualcosa di nuovo che sale da dentro di me incontrando l’emozione con cui le sue parole mi scuotono; che sia bellezza, entusiasmo, rabbia, gioia, dolore, ogni volta è vita che esplode e si traduce in azione. E quando vale per la propria vale per tutte le altre. Per questo non potevano non esserci le vite del popolo palestinese, in questo momento.
E’ una lezione di #meraviglia: impossibile stancarsi di scavare, scoprire, trovare, e di nuovo scavare, scoprire, trovare senza poter smettere di di avanzare. O forse sarebbe meglio dire: scendere. E ritrovare così il senso del #teatro, che è esattamente il senso della #vita. Ogni cosa è collegata. Noi siamo tutti collegati. Scavare, scoprire, trovare, con la consapevolezza che il momento in cui ti fermi può essere solo una #tappa di un viaggio esistenziale il cui senso è il #percorso, il cui obiettivo, è il percorso. Così è questo studio iniziato diversi anni fa, che approda ora alla sua formulazione “finale”. E solo perché so che mi porterà in una nuova direzione.
Marilyn c’è. Ci sarebbe stata, come era a Washingthon accanto a Miller per l’udienza della Commissione McCarthy, testimone delle conseguenze della seconda guerra mondiale, di due bombe atomiche, della guerra in Corea, e poi in Vietnam. Oggi alzerebbe la voce per il #popolopalestinese. Lo farò io per lei. Felice di farlo con l’appoggio di #UldericoPesce e il Centro Mediterraneo delle Arti. Una nuova occasione, per un nuovo inizio. Stasera. Teatro Aniene, via delle Vigne Nuove 458, h 21.

