Una performance di poesie palestinesi nel cuore del Tufello, al mercato coperto di Piazza dei Colli Euganei, per ricordare chi è sotto le bombe, le macerie affamatə e al freddo tanto da morirne, in una giornata delle nostre feste.

“Noi insegnamo la vita, signore. Noi palestinesi ci svegliamo ogni mattina per insegnare la vita al resto del mondo, signore”. E’ esattamente questo quello sento e di cui sono perfettamente convinta, ed esattamente questo il motivo per cui ho voluto fare questa performance sabato 4 gennaio. Gli organizzatori mi avevano chiesto un pezzo di teatro, un monologo, ed in effetti in un primo tempo avevo pensato a “¡Viva la vida!” di Pino Cacucci, uno stralcio di questo bel testo su Frida Khalo già sperimentato in un Open Doors.

Ma poi mi sono detta che quello che sento che va fatto da parte nostra, noi che siamo qui al caldo a festeggiare un nuovo anno mentre la realtà sopraffà la vita, e soprattutto nel cuore di un mercato, nel cuore di un quartiere popolare, è tenere alta l’attenzione consegnando parole che parlano di vita, di amore per l’altrə, per la natura, per la propria terra, a noi che troppo spesso alziamo muri che lasciano fuori tutto questo, dimenticando quanto imprigionano noi.

Ecco perché sono certa che il popolo palestinese, nella totale distruzione di quella striscia con tutto il portato di storia e cultura, riesca a tener salda la sua capacità di resistere, insegnandoci la vita.

“E quando non hai niente, non c’è nessun muro tra te e la vita”, sono le parole che faccio dire alla mia Marilyn in “Marilyn’blues”, perché io non lo dimentico, lei stessa ha scavalcato i muri degli altri, e insieme possiamo unirci al popolo palestinese e a tutti i popoli in lotta per la loro libertà.


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