Presentato l’ultimo bellissimo libro di Giorgia Serughetti sabato fra gli incontri della quinta edizione del progetto “Il Filo di Arianna” di Spazio Libero APS, ora parte del progetto “Il mondo salvato dalle ragazzine” della Rete nazionale “Illumina”. Alla Casa dei Diritti e delle Differenze continuano le pratiche di rivoluzione culturale.






Un 8 marzo straordinario quello di sabato, nelle sessanta piazze italiane come nelle tantissime altre città in Europa, USA, America Latina, Oriente e via così, e da noi, con la Casa dei diritti delle Differenze sempre aperta. Ci è sembrato il giorno perfetto per lanciare ufficialmente il progetto, non a caso intitolato “Il mondo salvato dalle ragazzine” della Rete nazionale “delle artiste”Illumina”, connesso alla quinta edizione de “Il Filo di Arianna” contro la violenza del potere patriarcale, per la rivoluzione della cura.
Possiamo ben dire uno spaccato di “Potere di altro genere”, titolo azzeccatissimo per l’ultimo libro di Giorgia Serughetti, ospite, anche se da remoto, dell’incontro con il quale abbiamo ufficializzato il sostegno del Municipio insieme al presidente Paolo Marchionne, alla vicepresidente Paola Ilari e all’assessora all’urbanistica, strenua difensora della riappropriazione degli spazi comuni, Biancamaria Rizzo. Un riconoscimento che fa il paio con quello arrivato giusto la sera prima, ovvero l’aggiudicazione del bando nell’ambito dei progetti speciali del FUS del Ministero della Cultura: è la restituzione del valore di quanto Spazio Libero teatro di Spazio Libero APS sta portando avanti da cinque anni, intrecciando ora la Rete Nazionale delle artiste per la parità di genere nel mondo dello spettacolo.
Tanta la partecipazione e l’attenzione per i temi posti dal libro: l’origine millenaria dell’esclusione delle donne e delle minoranze dall’ambito decisionale fino all’appropriazione strumentale di parole d’ordine femministe da parte della destra, per torcerle in direzione reazionaria, in un ambito di disvalori individualistici e competitivi. Il cedimento strutturale della sinistra nei suoi valori fondanti di uguaglianza, libertà, giustizia, solidarietà, nell’ambito dei quali i fondamenti del pensiero femminista e transfemminista si radicano, la questione dell’aborto e del suo incessante tentativo di cancellazione come volontà di cancellazione della libertà di scelta e autodeterminazione delle donne, la centralità del corpo quindi, e la validità del pensiero transfemminista per la sua concezione intersezionale, ovvero ricongiunzione dei nessi delle lotte, a partire dal “margine”, come ha ben scritto ben hooks, e come ho ripreso io stessa nell’articolo che ho scritto per comune-info.
La chiarezza di Giorgia nel libro tanto quanto nelle risposte alle mie domande, aiutano ad arricchire la riflessione portando legna al fuoco dell’urgenza di alimentare la connessione tra tuttə noi che battiamo questo sentiero inesplorato, per “agire di concerto” e determinare una politica vera, nutrita della nostra libertà e della capacità di decidere “rimettendo al centro l’uomo” si diceva negli anni ’70, ora ha senso dire “partendo da sé”.
Già mi bolle nella testa un nuovo appuntamento, con la più larga rete possibile. Perciò stay tuned, perché non mi lascerò sfuggire l’occasione.
Il “Filo di Arianna” è patrocinato da BeFree Cooperativa WeWorld Onlus e Centro Mediterraneo Delle Arti di Ulderico Pesce.
