Tre giorni di cultura resistente con artistə, attivistə e realtà solidali. Al Circolo ARCI Concetto Marchesi, a Roma, per continuare a seminare libertà, pratiche di cura e condivisione, conflitto e sovversione.

Anna Maria Bruni. Attrice, autrice e giornalista, porta in scena GAZA SIAMO NOI, narrazione civile e poetica che intreccia teatro, scrittura e attivismo. La sua voce dà corpo alle responsabilità collettive, alle lotte dimenticate, ai territori che resistono. Al SUMUD ArtFest, la sua presenza è un atto politico e poetico insieme.

Così sono stata presentata nella terza giornata di questo bellissimo festival realizzato a giugno, che ha visto tante voci e tantissima partecipazione. Un riconoscimento che mi fa felice perché conferma il mio impegno per contrastare il genocidio che sta avvenendo a Gaza ma che coinvolge il futuro di tutta la Palestina.

E’ necessario il boicottaggio di tutta l’economia che dall’Occidente sta sostenendo l’economia di morte di Israele, come ha puntualmente enumerato nel suo ultimo report Francesca Albanese, così come è necessario diffondere l’informazione. Un’informazione corretta, approfondita, che permetta a tuttə di rendersi conto e prendere posizione.

Ed è necessario farlo anche attraverso la cultura. La poesia, l’arte, la musica, perché informare è anche questo: far sapere quanta ricchezza culturale, dalla tradizione al lavoro costante di innovazione la Palestina ha prodotto e produce.

E la denuncia. Ed è quello che ho scelto di fare con questo testo. Dando voce ad una donna madre di Gaza, per dire che il femminismo, se è “partire da sé”, deve contestualizzarsi e cogliere tutte le sfumature delle battaglie che le donne fanno in base alle situazioni che si trovano a vivere, e di rimbalzo cosa è per noi politica. A cosa vogliamo dare questo nome, quale etica, quale agire, ci consente di tornare a definire politica quello che facciamo, facendoci sentire completə, mai più disunitə come da troppo tempo siamo e da troppo tempo stiamo vivendo.


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