Iniziativa a sostegno del Gaza International film for Women’s cinema alla Casa dei Diritti e delle Differenze: “Il Filo di Arianna” contro la violenza di genere e patriarcale alla sesta edizione.

“Donna Vita libertà” è il titolo. E non poteva essere altrimenti visto il degenerare infame di questo sistema patriarcale, che in Palestina sta producendo la sua massima espressione. La risposta è questo festival: un straordinario atto di coraggio nella devastazione del genocidio. Non potevamo perciò aprire diversamente questa nuova edizione, realizzando un evento a sostegno del Gaza International film for Women’s cinema, un progetto che si fa largo a mani nude fra le macerie per raccontare il genocidio e la resistenza attraverso la lente di una cinepresa, o di una videocamera, o semplicemente di un cellulare, se non c’è altro.

Perché questo è quello che le donne sanno fare da sempre, arrangiarsi con quello che c’è. E dopo avre imparato dall’ideatore di questo progetto e fondatore del festival, il dr. Ezzaldeen Shalh ora vedremo in antemprima 5 dei loro magnifici corti.

E’ stupefacente scoprire quante cose si possono dire in pochi minuti, quanto quel breve tempo aiuta a fare sintesi: le immagini diventano quelle essenziali, e le parole di conseguenza. E quel poco diventa tutto quello che c’è da dire su quel che significa il genocidio, la distruzione totale, la perdita dei propri cari, e contemporaneamente cosa significa SUMUD, cosa significa per l’anima dei palestinesi, cosa per i loro corpi davvero in gioco. Cosa significa l’amore, la comunità, la terra. E direi che è il caso di reimparare cosa è davvero essenziale, qualcosa che abbiamo perduto.

A Gaza e in Cisgiordania. Perché abbiamo scelto corti che parlano di entrambe queste terre, di fronte ad un “piano di pace” che neanche nomina la seconda. E proprio lì vedremo donne che costruiscono attraverso l’apicoltura la loro autonomia. Donne che resistono con donne che resistono. Ed è perciò che accanto a loro ho voluto fortemente creare un breve reading con Zahra Toufigh, iraniana: con lei daremo voce alle donne iraniane in carcere, alle donne afghane cantastorie come unica arma per dire, alle donne curde ribelli; con loro un’altra donna palestinese, per dire con quante armi si può combattere. “Donna vita Libertà. Con voce unica è il titolo, a dire il filo che ci lega tutte.

Presenterà la serata Alessandra Mecozzi, Cultura è Libertà che segue questo progetto dalla sua gestazione insieme ad AAMOD, che in questa occasione non potrà essere presente; dopo di lei Ruba Saleh a cui abbiamo chiesto di parlare dell’importanza della cultura per la resistenza palestinese. Un ulteriore messaggio per tuttə noi che consideriamo la cultura la nostra arma per spazzare via questo sistema patriarcale con tutta la sua violenza.

E alla fine, come sempre da noi lo sapete, aperitivo e buffet per continuare a stare insieme.

L’evento ha un biglietto d’entrata di 5 euro che andranno interamente a sostegno del festival che si terrà dal 26 al 31 ottobre 2025 a Gaza City. Sarà la prima edizione, e si terrà presso la sede della Journalists Guild adiacente al distrutto Centro Culturale Rashad Al-Shawa. Per questo vogliamo sostenere e invitarvi tuttə a sostenere questa sfida coraggiosa al genocidio.

Il Festival verrà aperto dal film tunisino “La voce di Hind Rajab” (premio della giuria e Leone d’argento al Festival di Venezia). E’ prevista la partecipazione di 79 film provenienti da 28 paesi arabi e stranieri che presenteranno vita e soggettività delle donne in situazioni diverse, per un dialogo interculturale dal cuore di Gaza. https://gifwc.com/en/

Chi non potrà partecipare può contribuire qui https://www.gofundme.com/…/support-women-film-festival…

VI ASPETTIAMO: SABATO 18 OTTOBRE 2025 h 17
CASA DEI DIRITTI E DELLE DIFFERENZE, VIA G. ROVETTA snc


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