Oggi 9 gennaio alle 17,30 siamo di nuovo in Sala Consiliare per tornare a parlare delle iniziative alla Casa dei Diritti e delle Differenze, per un “Il Filo di Arianna” sempre più inclusivo e controcorrente. Con noi a fare il punto Michela Cicculli, pari opportunità del Comune e Stefano Ciccone, Maschile Plurale.

La realtà chiama, “Il Filo di Arianna” risponde. Un progetto nato ormai sei anni fa in un centro anti-violenza di Be Free, Spazio Donna San Basilio, usando il teatro come mezzo di liberazione dell’espressività delle partecipanti, denuncia di una condizione ancora insopportabile ma anche messa a nudo delle contraddizioni che ancora intrappolano le donne, ha fatto i conti nel tempo con tutti i livelli della violenza tanto da definirla sistemica.

Non a caso abbiamo cominciato a parlare di patriarcato, e questo ci ha portato a decidere che le iniziative dovevano necessariamente “espatriare”, per portare qui da noi, alla Casa, la Palestina, raccontando del Gaza International Film Festival for Women Cinema, un evento che si è tenuto a Deir Al-Balah, a un passo da Gaza City, dal 26 al 31 Ottobre. In mezzo alle macerie e alle tende. Ma si è tenuto. Una dimostrazione plastica della tenacia, della determinazione, dell’amore che nutre la vita deə Palestinesə. Sumud. E noi continueremo a parlarne, perché da lì sono nate giovani che intendono diventare cineaste per raccontare la storia, la cultura, la rabbia, la loro voglia di vita. Tutto ciò che è indistruttibile, a dispetto del dolore delle tante vite perse.

E altrettanto vale per le iraniane, che con Zarah Toufigh abbiamo raccontato nella nostra performance, dando voce insieme alle donne afghane e curde. Ma siamo solo all’inizio, perché il nostro abbraccio ora che ripartiamo si allargherà al mondo. Non possiamo più tacere di fronte a quello che sta accadendo, e dobbiamo dirlo a voce alta e chiara: la violenza è patriarcale ed è sistemica, e noi siamo qui per costruire un altro stare insieme, un’altra società.

Con il laboratorio teatrale, l’anno scorso quattro performance che hanno coinvolto sempre più alla partecipazione fino alla performance finale, i momenti comuni intorno alla presentazione dei libri, gli incontri, tutto ha permesso di maturare la necessità di allargare sempre di più lo sguardo.

Ora, dopo lo stacco delle feste, siamo prontə a ripartire. Con la drammaturgia collettiva che promette fuochi d’artificio, con il teatro e una proposta intrigante, con i nuovi libri, con gli incontri, i gruppi di lettura, e le diverse proposte che stanno arrivando da altre associazioni, dai seminari di “Docenti per Gaza” agli aggiornamenti sul movimento di massa che si sta sviluppando in Iran, dagli incontri di Parsec a nuove presentazioni di libri.

La partecipazione degli uomini nelle ultime performance con le loro letture, e ora del primo uomo coinvolto nella drammaturgia collettiva, è un passo importante per questo progetto. Perché se il laboratorio teatrale è “zona protetta”, la scrittura è un’occasione per testimoniare la volontà di chi da “maschio” intende uscire dalla gabbia dorata del privilegio per farsi complice del cambiamento. Per questo abbiamo chiesto a Stefano Ciccone, fondatore di Maschile Plurale, di esserci. Così come lo abbiamo chiesto a Michela Cicculli, presidente della Commissione Pari opportunità del comune di Roma. Ma vogliamo creare anche qui la nostra dimensione “circolare”, nella quale il confronto diventa sereno, informale, e soprattutto orizzontale. Non chiederemo perciò aə due invitatə interventi di apertura dalla presidenza, chiederemo di ascoltare prima ə partecipanti. Sono le pratiche che fanno il cambiamento, e noi le attraversiamo. Tutto sta bollendo in pentola. E sarà un piatto squisito.

Ci vediamo oggi pomeriggio alle 17,30 in Sala Consiliare, Piazza Sempione 15, Roma.

E con un calendario-diario bellissimo, prezioso per l’autofinanziamento delle iniziative. Partecipate, coinvolgetevi, sosteniamoci. E’ già questa la prassi di una nuova comunità.


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