Attrice, autrice e regista teatrale, scrittrice e giornalista.

Acoustic blues, “Il filo di Arianna” delle donne nere

Sabrina Zunnui & Tiziano Natale (2)
Anna Maria Bruni

Sabrina Zunnui e Tiziano Natale,  affiatatissimo duo per un viaggio nel blues dando voce alla voce delle donne nere che ne hanno fatto la storia. Seconda giornata de “Il filo di Arianna”, accanto alle donne del laboratorio teatrale “L’altra di me”. Il riscatto delle donne in un progetto che prende il via da Spazio Donna San Basilio.

Acoustic blues. Sabrina Zunnui voce, Tiziano Natale chitarra. Il video del concerto per “Il filo di Arianna”

Woman is the nigger of the world. Cito John Lennon, non un bluesman, perché questo titolo è il manifesto della condizione delle donne: sfruttate fra gli sfruttati, e sfruttate dagli sfruttati in un sistema che produce sopraffazione a cascata, perché chi è umiliato umilia a sua volta chi è più fragile rispetto a lui. E le donne sono il soggetto su cui si riversa questo perverso bisogno di rivalsa.

Inutile dire che le donne nere sono state – e spesso sono ancora – le ultime delle ultimebersaglio persino delle donne bianche, a loro volta umiliate da un ruolo sociale che le relega dentro le mura domestiche, per mostrare un’immagine di sé di brava casalinga e moglie compita.

E’ questa la storia che Sabrina Zunnui ha ripercorso dando voce alle donne che hanno fatto la storia del blues, Mamie Smith, Bessie Smith, Billie Holiday, Nina Simone, Etta James per nominarne alcune; donne che venivano dalla miseria, costrette ai lavori più umilianti, donne, come ricorda Angela Davis, maltrattate, violentate, sfruttate, derise anche dai loro stessi compagni, quelli che si battevano contro razzismo e segregazione individuandone tutti i meccanismi perversi di sfruttamento, ma capaci di replicarli sulle donne che erano loro accanto.

La calda voce di Sabrina ce le ha raccontate attraverso la loro storia, i contenuti delle canzoni, e gli splendidi brani accompagnata dalla straordinaria chitarra di Tiziano Natale, prendendo in mano “Il filo di Arianna”, quello che la CorpoReAzione “Plastic free, noi siamo la materia” ha continuato a tenere subito dopo, nella seconda giornata dell’evento. Il desiderio di riscatto delle donne, il bisogno di esprimersi, di liberare la propria forza, urlare contro la violenza buttando fuori la violenza introiettata per trovarsi accanto le altre, rompendo prima di tutto con ruoli, finzioni, ipocrisie che rendono le donne nemiche l’una all’altra.

 

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