Attrice, autrice e regista teatrale, scrittrice e giornalista.

C.A.O.S., i Bread and Puppet Theatre inaugurano il Secci

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Anna Maria Bruni

“Il teatro dei sogni materializzati”. Così lo aveva definito Sergio Secci nella tesi di laurea, un anno prima di rimanere vittima nella strage della stazione di Bologna, il 2 agosto 1980. Ed aveva ragione, perché è un teatro che mette insieme “il pane e le rose”. A lui il comune di Terni ha intitolato la struttura all’interno del C.a.o.s., e con il gruppo amato da Sergio ha inaugurato il teatro.

Un momento dello spettacolo Jean d'Arc
Un momento dello spettacolo Jean d’Arc

 Che l’amore abbia gli stessi effetti di un sasso tirato di piatto sull’acqua, è esattamente ciò che il Bread and Puppet Theatre produce, con un miracolo di poesia teatrale. Dedicato al “nostro amico” Sergio Secci – hanno ripetuto dopo gli spettacoli al Centro Arti Opificio Siri. E un attimo dopo esserci domandati se la paternità vada alla sensibilità dell’assessorato alla cultura del Comune o al Bread and Puppet Theatre, o a Sergio Secci, a cui si deve “il teatro dei sogni materializzati”, incarnato dal gruppo americano che Sergio andò a cercare da Terni nel Vermont per farne tema di tesi di laurea al Dams di Bologna, quello che abbiamo visto ci ricorda quanto è stupida la domanda, perché quando si fa squadra, e si fa sul serio, non è importante “di chi è stata l’idea”, il punto è che c’è stato un gran lavoro comune per realizzarla.

Ed ecco allora che si materializza “il teatro dei sogni”, nella rassegna di spettacoli che inaugurano il Teatro, che Sergio stesso avrebbe realizzato se la bomba alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 non lo avesse strappato alla vita, e che va a completare il centro culturale sorto nell’area industriale dell’ex Opificio Siri. E quale miglior modo di aprire i battenti del Teatro ‘Sergio Secci’, se non quello di richiamare il Bread and Puppet Theatre dal Vermont, per completare il cerchio? Il magico gruppo che Peter Shumann fondò nel 1963 a New York, e che ha girato il mondo conservando quella semplicità francescana di vivere e di offrire il prodotto del suo lavoro artigianale, nelle forme dell’arte teatrale attraverso i puppets, e del bread, il pane lavorato prima dello spettacolo e offerto al termine, è volato a Terni con due spettacoli: The dirty cheap money circus e Joan of Arc, per dedicarli a Sergio, “un nostro amico”, appunto.

Il primo, andato in scena all’aperto nella piazza antistante il Teatro davanti ad una nutrita platea di bambini oltre che tanti adulti, è stata una rutilante parata di quadri attraverso i quali il racconto della crisi economica attuale, della devastazione ambientale al dramma della guerra, si è snodato con ritmo serrato e ironia leggera, le armi più sagge per raccontare tragedie con il pesante lascito di una scoperta consapevolezza. Ma forse ancor più del contenuto, è la forma attraverso la quale il Bread and Puppet ha scelto di fare teatro – la semplicità del racconto, la sua traduzione nelle immagini dipinte sui teli dello sfondo, nelle maschere e nella simbologia degli strumenti più semplici – racconta il dramma dell’essere umano che avvelena e distrugge se stesso, mentre la vita ha una sua meravigliosa semplicità, solo a volerne rispettare i dettami.

Un messaggio con cui il secondo spettacolo, Joan of Arc, andato in scena all’interno del teatro, corona  il primo attraverso la commozione della poesia di case che piangono dopo che una guerra ha distrutto tutto mentre un piccolo sole cerca di dare conforto, della violenza dell’acqua rovesciata davanti alla prigioniera a simboleggiare la tortura, o della vita che fugge via nel momento del rogo, attraverso un mondo tenuto fra le mani che viene strappato via. Tre momenti altamente poetici di uno spettacolo che ricorda come solo vivendo si possa toccare davvero la vita. E poi il pane fatto da loro, cotto nel forno a legna costruito con le loro mani davanti al teatro, per “nutrire il corpo come il teatro ha nutrito lo spirito”, perché “le due cose non possono essere separate”, dice Peter Shumann.

Per l’occasione la Casa Usher di Firenze, attraverso la Collana ‘Oggi, il Teatro’ voluta dal Centro per la sperimentazione e la ricerca Teatrale di Pontedera, ha pubblicato e distribuito gratuitamente la tesi di Sergio, Il Teatro dei sogni materializzati. Storia e mito del Bread and Puppet Theatre, la ricerca che un anno prima della morte lo aveva portato in America per seguire il gruppo e raccontarne la scelta di povertà come rigorosa scelta di libertà, nel cui segno sono inscritti tutti i loro spettacoli.

Un altro dei cerchi concentrici provocati da quel sasso. Ma si sa, l’amore è contagioso, solo a volerne riscoprire freschezza, semplicità e immediatezza. Questo è stato il messaggio, e per inaugurare un Teatro, è davvero un ottimo inizio.

 

Umbrialeft, 24 Maggio 2010

 

 

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