Attrice, autrice e regista teatrale, scrittrice e giornalista.

Il teatro che ha cambiato il teatro

Anna Maria Bruni

Viaggio nel teatro del ‘900 attraverso quattro appuntamenti con chi ha rivoluzionato la scena restituendo al teatro la sua funzione vitale

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Il TEATRO CHE HA CAMBIATO IL TEATRO è un viaggio attraverso quattro capisaldi della trasformazione del teatro del ‘900, quattro rivoluzioni operate da chi ha avuto l’urgenza di restituire al teatro la sua natura: quella dell’incontro fra esseri umani; sulla scena, fra la scena e gli spettatori e, al suo culmine, fra gli spettatori, quando gli attori hanno deciso di uscire dal perimetro privilegiato e protetto del palcoscenico eleggendo la strada come la scena più autentica, condividendola con chiunque fosse pronto a coinvolgersi come attore, ovvero consapevole dell’azione. Proprio ciò che in teatro è insito nel processo attoriale.

Un viaggio che è arrivato al suo apice con quello del “secolo breve” per poi arenarsi, come privo di nuova linfa.

Ma il nutrimento che fa il teatro sta nella volontà di leggere i processi reali e approfittare della scena per smascherarli, in qualunque epoca, che sia un sobollire di nuove rivoluzioni o che sembri una palude senza humus.

Tornare a riparlare di chi ha trasformato il teatro perciò serve non solo a rinnovare la memoria, ma anche a ritrovare i nodi di quelle esperienze per farne strumenti per l’oggi. E questo viaggio, per essere tale, deve anche trasformare chi lo compie.

Ognuno dei quattro appuntamenti proposti è perciò un’occasione per comunicare la sostanza di ciascuna esperienza, e come rivive in me attraverso ogni mia nuova esperienza.

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L’appuntamento con il Living Theatre è diventato perciò un’occasione, attraverso un esercizio di training del gruppo mutuato da un gioco surrealista degli anni ’20, il “Cadavre Exquis”, per portare sulla scena tutti voi che vi siete lasciati coinvolgere, realizzando un Living, appunto.

Questa sera è la volta del “Teatro Povero” di Grotowsky, e i suoi principi e le sue linee di lavoro sono questa volta tradotte sulla scena nella voce di Medea. Un’occasione nella quale è lei a prendere parola per dire la sua versione dei fatti, e un gioco di “teatro nel teatro” dove le parole e i principi enunciati dal regista si trasformano in azione nella scena.

Con l’intento di fare del teatro con il teatro e con lo stesso racconto del teatro, ovvero ricreare il paradosso attraverso il quale la scena torna ad essere il faro che illumina la verità, l’attore la sua voce e gli spettatori di nuovo i suoi potenziali attori, protagonisti di questa nuova battaglia vitale.

Anna Maria Bruni

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