Attrice, autrice e regista teatrale, scrittrice e giornalista.

LOTTO MARZO SEMPRE. E se non ci riuscite chiamateci pure streghe

Vasca primi piani
Anna Maria Bruni

Dedicato a noi, ad una rete fatta intrecciando le nostre mani, i nostri sguardi, i nostri cuori, la nostra rabbia, la nostra determinazione. Ad un teatro che permea la società, che la penetra, si infiltra ovunque come l’acqua, e chiama all’azione.

Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega. Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo. Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie. E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna! Per cui sono Strega.

Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale, sono io! Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e folle ingegnere della mia vita. Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente. Sono Strega perché spesso dò fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici. Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io prima o poi potrei finirci dentro.

Un bellissimo Monologo di Barbara Giorgi scritto per Franca Rame, passato oggi di chat in chat per tutte noi che ogni giorno lavoriamo a picconare il muro del patriarcato. Per chi fra noi si sente ancora appellata come “esagerata!”, “dai calmati”, “sei brutta quando ti arrabbi”, “sembri un’arpia”, “tranquillizzati”, vale la pena rovesciare il punto di vista facendo un’altra equazione, ovvero tutto ciò che “Strega” è in questo monologo. Irruente, passionale, vitale, tutto ciò che è bellezza, e che innamora e spaventa, e che perciò ha bisogno, una volta afferrato, di essere contenuto, rimpicciolito, soffocato. Per tranquillizzarsi e andarsene.

E’ uno dei temi di “Desdemona è tornata” lo spettacolo con cui ho chiuso la seconda edizione del progetto “Il Filo di Arianna” e con cui spero di tornare in scena presto, per farne un veicolo di una rete sempre più fitta di donne consapevoli, arrabbiate, pronte a rivoluzionare questo sistema violento, per un sistema di cura.

BUON LOTTO MARZO A TUTTE✊

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