Attrice, autrice e regista teatrale, scrittrice e giornalista.

Parla con Lei, la liberazione del LABORATORIO DELLA VAGINA

Anna Maria Bruni

Quante volte ci siamo trovate di fronte ad eufemismi al posto delle definizioni reali, giri di parole per falso pudore di parlare chiaro, moine che nascondono offesa, comportamenti formali che nascondono sprezzo?

Qualche giorno fa leggevo sul blog Alleypop del Sole 24 ore un articolo di Riccarda Trezza che cade proprio a proposito: “Come mai non sentiamo parlare delle coppette mestruali?”. Infatti non ne abbiamo mai sentito parlare. Ma per fortuna lei fin dal titolo smaschera l’ipocrisia di un mondo capace di coprirsi la bocca per pudore della parola mentre intasca profitti miliardari pur di non vendere un oggettino semplice e riciclabile. Infatti, non ne abbiamo mai sentito parlare (perciò leggetevi l’articolo).

Ecco perché invece IL LABORATORIO DELLA VAGINA fin dal titolo si prende la libertà di chiamare l’ “oggetto del desiderio” con il suo nome. Per farla assurgere a soggetto.

Cade il desiderio? No, cade l’oggetto. Da sopraffare.

Questo il fulcro del laboratorio su cui noi attrici abbiamo giocato, con tutti i risvolti del caso: dalla beffa dell’orgasmo goduto all’aperto in piena Roma al godimento dell’immaginazione, dalle prime mestruazioni alla dettagliata descrizione del soggetto; tutto ciò che provoca la condanna delle religioni, l’umiliazione, lo stupro, lo sfregio, la morte, nel tentativo di ridurci a oggetto.

Dunque è proprio da qui che comincia la rivolta: “chiamare le cose con il proprio nome”. E se chiamare il nostro organo sessuale con il suo nome significa che “s’ammosciano tutte ‘e ‘ccose” durante un rapporto – come ironicamente dice Teresa, c’è più di qualcosa da rivedere.

Se la relazione uomo-donna cade, se cade la tensione sessuale, è perché si è tenuta su una dinamica di potere. Ma il gioco vittima-carnefice non funziona più. Bisogna riscoprirne un altro, dove l’erotismo ha radici più profonde, più antiche, più vaste. Più vere. Quelle ci appartengono, a differenza dei modelli imposti.

Appuntamento al Fringe Festival, Villa Mercede il 6, 7, 8 settembre ore 21

Per darci una mano nella campagna: https://www.produzionidalbasso.com/project/parla-con-lei/

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