Secondo Michele Serra dovrebbe essere la sinistra a contenere quelli che lui definisce “agonisti” piuttosto che antagonisti, in piazza. Ma nel panorama di provvedimenti anti-giovani da parte del governo, diventa unirsi al coro delle destre.

E finisce che lo scontro è con mio fratello. Ma va bene, perché è sempre utile scambiare punti di vista, mette a punto il proprio e aggiunge aspetti alla visione dei fatti. Lo spunto è il pezzo di Michele Serra di giovedi 23 luglio sul fatto che, a suo dire, la sinistra non ha mai “risolto il problema” su come contenere i “facinorosi” in piazza.

In questo caso perché avrebbe evitato che la destra di governo (facinorosa) infangasse il sindaco Lepore volutamente ignorando la compostezza della manifestazione di Bologna, il giorno dopo la morte in mano alla polizia di Stato di Abderrahim Fakir. Che invece è stato un modo per stare accanto alla sua famiglia, che chiede “verità giustizia, rispetto e umanità” nell’accertamento delle responsabilità su chi avrebbe dovuto garantire assistenza alla persona in evidente stato confusionale, e che chiedeva aiuto.

Purtroppo il punto di vista suo è lo stesso di tanti: l’azione di chi provoca gli scontri è disturbante e va arginata. Così come è stato il coro unanime avverso ə giovani di Ultima Generazione capaci di “infangare” opere d’arte (naturalmente protette) o di “inquinare” le acque delle fontane (naturalmente con coloranti bio dissoltisi con il flusso dell’acqua): null’altro che provocazioni per attirare l’attenzione sulla catastrofe ambientale in cui ci troviamo.

Eppure lo strepitio dei benpensanti non ha fatto altro che sbraitare contro questə giovani, sostenendo la necessità di proteste beneducate, conformi e prevedibili, piuttosto che sorprendenti e disturbanti.

E il governo ha immediatamente preso la palla al balzo, decretando d’urgenza perché venissero puniti in modo esemplare: sanzioni pecuniarie draconiane, fermi, daspo, quando non addirittura processi e carcere.

Vale lo stesso per gli scontri, anche se ovviamente la differenza è che qui i danni ci sono. Ma il punto è un altro, il punto è che non è la “sinistra” (? Quale?  A quale pensa Serra? Intende i partiti di opposizione, o ə tantə attivistə che scendono in piazza senza partito e senza velleità guerresche?) a dover dire a3 ragazz3 come si devono comportare, non è lei a dover “contenere” chi va allo scontro, né è lei a doverne rispondere.

Pretendere che sia la “sinistra” a contenere chi sceglie lo scontro è sostanzialmente unirsi al coro della destra di governo e non, con la pretesa di parlare da sinistra. Balbettando, a parte qualche voce isolata.

Ma chi ne risponde è chi sceglie lo scontro, e chi lo contiene è la polizia. Peraltro in modo ancora più pesante, visti i decreti sicurezza con cui il governo pretende di riportare l’ordine nella società, senza peritarsi di intervenire sul piano sociale.

Del resto tutto è cominciato con il decreto legge anti-rave del 2022, e già qui si capiva quanta sensibilità questo governo avrebbe avuto verso ə giovani, la loro vita e il loro essere giovani con tutto ciò che comporta di passione, istinto, vitalità, affiancandole con opportunità di futuro.

Poi è arrivato il decreto Caivano (sempre un dl, faccio notare). Colta al volo la tragedia dello stupro del branco su due bambine, ecco che la punizione non poteva che essere esemplare. Ma non relativa al fatto, bensì ad ampio raggio. Non decidendo di ridare dignità alle case popolari, alle strade, ai parchi, ai campi sportivi, alle scuole, creare lavoro e opportunità di scelta alternativa alla delinquenza, quale soluzione migliore se non varare un decreto legge punitivo? Che poi i dati dicano da sempre tutt’altro pazienza, basta ignorarli.

E ora i dl (sempre decreti eh) sicurezza, occasione ghiotta per allargare a macchia d’olio sorveglianza e punizione alla repressione del dissenso, ora accompagnata dall’ultima trovata: abbassare l’età del minore perseguibile, e invertire l’onere della prova. Bisogna provare che l’adolescente non è consapevole delle sue azioni e delle conseguenze, perché si parte con l’idea che lo sia eccome. E per dare prova di tanta solerzia, il 20 luglio intanto c’è stata l’operazione a tappeto contro le “baby gang”: quasi 190.000 soggetti, tra cui 19.489 minorenni controllati, 47 arresti e fermi, e 163 denunciati.

Questa è la risposta del governo, nel vuoto pneumatico di provvedimenti di respiro sociale.

Gli anni ’60 sono passati davvero da un pezzo, e ora sono definitivamente sepolti. Gli anni in cui ə giovani hanno avuto lo spazio per affermarsi, prima contro il conformismo, per poi maturare sul piano politico arrivando alle occupazioni delle università e a cementare il rapporto con il movimento operaio e i quartieri. Sono gli anni in cui il conflitto ha determinato la democrazia, e i diritti hanno determinato la politica.

Ora la risposta è sottrarli, fare muro, e reprimere. Nella totale assenza di orizzonti, la risposta è “sorvegliare e punire”. Una strada che aggraverà solo divario, scontri e affollamento delle carceri.

Ma va detto: “ora” è una definizione retorica, perché a smontarli hanno cominciato da 50 anni, governi di destra e di “sinistra”. La differenza è che i governi di centro-sinistra hanno cercato di pararsi tutelando i diritti civili, mentre sottraevano quelli sociali. Ora di questo doppio gioco non c’è più bisogno.

E il sospetto, di questo passo, è che quelli che Serra chiama “agonisti” finiranno per essere gli unici antagonisti. A meno che le nostre voci più radicali non riescano a sovrastare lo strepitio ben calcolato delle destre.


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